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E’ con grande dolore che annunciamo la morte di Toni Basso.

Si è spento il 30 settembre 2018 all’età di 86 anni. E’ stato tra i soci fondatori della Società Iconografica Trivigiana e presidente dalla sua nascita fino al marzo del 2005.

Capace, prezioso e disponibile collaboratore, competente e profondo studioso, rigoroso e appassionato ricercatore

Società Iconografica Trivigiana Viale Luzzatti, 88 – Cap 31100 – Treviso

societaiconograficatrivigiana@yahoo.it

Società Iconografica Trivigiana

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GIOVEDI' 22 NOVEMBRE 2018 - ore 20,45
La Società Iconografica Trivigiana
INVITA
alla proiezione Commentata

VILLE DEL TREVIGIANO

A cura di Igino Marangon

INGRESSO LIBERO
TREVISO- Auditorium della Scuola Media Stefanini

La serata sarà costituita dalla proiezioni commentate di una serie di immagini di architetture di villa,a partire dalle prime realizzazioni tardogotiche, per proseguire poi con gli esempi rinascimentali prepalladiani e arrivare alle tre ville autografe di Andrea Palladio: la Emo di Fanzolo, Barbaro di Maser e Zeno a Cessalto, dopo di che verranno mostrate ville degli immediati dintorni di Treviso e anche un esempio di villa demolita per arrivare ai "villini" novecenteschi che chiudono la lunga stagione delle ville.
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GIOVEDI 22 NOVEMBRE 2018 - ore 20,45
La Società Iconografica Trivigiana
INVITA 
alla proiezione Commentata

VILLE DEL TREVIGIANO

A cura di Igino Marangon

INGRESSO LIBERO
TREVISO- Auditorium della Scuola Media Stefanini

La serata sarà costituita dalla proiezioni commentate di una serie di immagini di architetture di villa,a partire dalle prime realizzazioni tardogotiche, per proseguire poi con gli esempi rinascimentali prepalladiani e arrivare alle tre ville autografe di Andrea Palladio: la Emo di Fanzolo, Barbaro di Maser e Zeno a Cessalto, dopo di che verranno mostrate ville degli immediati dintorni di Treviso e anche un esempio di villa demolita per arrivare ai villini novecenteschi che chiudono la lunga stagione delle ville.

MARTEDI' 23 OTTOBRE 2018 - ore 20,45

La Società Iconografica Trivigiana
INVITA
alla proiezione Commentata

UN CONTRIBUTO AL MUSEO DIFFUSO DELLA CITTA'
immagini devozionali sotto i portici trevigiani

A cura di Antonio Costantini, Maria Sole Crespi,
Benedetta Lopez Bani

TREVISO- Auditorium della Scuola Media Stefanini

Una svolta positiva per la città è l’idea di concretizzare un Museo diffuso nel centro storico che valorizzi i percorsi salienti sotto il profilo della devozione. Queste stupende immagini sono quindi, parte integrante delle bellezze cittadine.
Sembra incredibile ma la loro collocazione spesso sfugge all’attenzione del passante, una adeguata evidenziazione della loro presenza potrà dare la giusta valorizzazione. L’immagine sacra risulta diffusa in molti angoli suggestivi di Treviso, città fortemente caratterizzata dai portici. Abbiamo la fortuna che queste rilevanti testimonianze della nostra cultura si siano conservate in un discreto numero di iconografie, dove predominante è certamente la rappresentazione della Madonna con il Bambino. Ciò permette di tracciare degli itinerari, anche tematici, che dai fulcri monumentali della città, come San Nicolò, Santa Lucia, il Duomo e San Francesco si dipanano creando piacevoli passeggiate.
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MARTEDI 23 OTTOBRE 2018 - ore 20,45

La Società Iconografica Trivigiana
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UN CONTRIBUTO AL MUSEO DIFFUSO DELLA CITTA
immagini devozionali sotto i portici trevigiani

A cura di Antonio Costantini, Maria Sole Crespi,
Benedetta Lopez Bani

TREVISO- Auditorium della Scuola Media Stefanini

Una svolta positiva per la città è  l’idea di concretizzare un Museo diffuso nel centro storico che valorizzi i percorsi salienti sotto il profilo della devozione. Queste stupende immagini sono quindi, parte integrante delle bellezze cittadine. 
Sembra incredibile ma la loro collocazione spesso sfugge all’attenzione del passante, una adeguata evidenziazione della loro presenza  potrà dare la giusta valorizzazione. L’immagine sacra risulta diffusa in molti angoli suggestivi di Treviso, città fortemente caratterizzata dai portici. Abbiamo la fortuna che queste rilevanti testimonianze della nostra cultura si siano conservate in un discreto numero di iconografie, dove predominante è certamente la rappresentazione della Madonna con il Bambino. Ciò permette di tracciare degli itinerari, anche tematici, che dai fulcri monumentali della città, come San Nicolò, Santa Lucia, il Duomo e San Francesco si dipanano creando piacevoli passeggiate.

 

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Sono già disponibili i calendari 2019 per chi si iscrive o rinnova l'iscrizione

La Società Iconografica Trivigiana
INVITA
alla proiezione Commentata

I "soneti" di Giulio Gottardi
cronaca trevisana in versi

a cura di Francesco Turchetto
Daniela Barzan Lettrice Ass. SeLALUNA

Martedì 16 Ottobre 2018 - ore 17,30
Treviso - Sala Verde di Palazzo Rinaldi

Martedì 16 ottobre c.a. presso la Sala Verde di Palazzo Rinaldi, alle ore 17,30, verrà presentato un poeta dialettale trevigiano pressoché sconosciuto, incontrato attraverso alcune cartoline illustrate dei primi anni del Novecento che, accanto ad un’immagine di Treviso, riportavano un sonetto del poeta che la illustrava. Giulio Gottardi nasce a Treviso nel 1883 e vi muore nel 1937. E’ un poeta semplice e cordiale, innamorato della sua città, Treviso, attento agli avvenimenti , alla storia e ai monumenti: in una parola, una sorta di cronista in versi, come attestano le sue raccolte di poesie. E certamente ha scritto ascoltando con umiltà le voci delle vie e delle piazze trevisane, registrando queste voci senza forzature né pretese letterarie. La dote maggiore del Gottardi è una facilità di verso unita ad una poetica quasi ingenua; egli predilige puntualizzare su piccoli aneddoti , girare intorno ai particolari storici, inserire modi di dire e termini schiettamente popolareschi. Di contorno alle poesie, lette da Daniela Barzan, lettrice dell’ Associazione SeLALUNA, un insieme di immagini trevigiane d’epoca commentate da Francesco Turchetto.
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La Società Iconografica Trivigiana
INVITA 
alla proiezione Commentata

I soneti di Giulio Gottardi
cronaca trevisana in versi

a cura di Francesco Turchetto
Daniela Barzan Lettrice Ass. SeLALUNA

Martedì 16 Ottobre 2018 - ore 17,30
Treviso - Sala Verde di Palazzo Rinaldi

Martedì 16 ottobre c.a. presso la Sala Verde di Palazzo Rinaldi, alle ore 17,30, verrà presentato un poeta dialettale trevigiano pressoché sconosciuto, incontrato attraverso alcune cartoline illustrate dei primi anni del Novecento che, accanto ad un’immagine di Treviso, riportavano un sonetto del poeta che la illustrava. Giulio Gottardi nasce a Treviso nel 1883 e vi muore nel 1937. E’ un poeta semplice e cordiale, innamorato della sua città, Treviso, attento agli avvenimenti , alla storia e ai monumenti: in una parola, una sorta di cronista in versi, come attestano le sue raccolte di poesie. E certamente ha scritto ascoltando con umiltà le voci delle vie e delle piazze trevisane, registrando queste voci senza forzature né pretese letterarie. La dote maggiore del Gottardi è una facilità di verso unita ad una poetica quasi ingenua; egli predilige puntualizzare su piccoli aneddoti , girare intorno ai particolari storici, inserire modi di dire e termini schiettamente popolareschi. Di contorno alle poesie, lette da Daniela Barzan, lettrice dell’ Associazione SeLALUNA, un insieme di immagini trevigiane d’epoca commentate da Francesco Turchetto.

SETTEMBRE 2018
Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana

INTERNO DEL MACELLO COMUNALE
I bastioni sul tratto orientale delle Mura, oggi occupati da due scuole, quello a nord vicino allo Stadio Comunale dalla Stefanini, quello a sud presso il Ponte della Gobba dalla Prati, furono destinati rispettivamente al commercio e alla macellazione del bestiame. Vennero così costruiti il Mercato Buoi e il Macello Comunale. La Via Mercato Buoi collegava i due siti; nel suo tratto centrale fu poi denominata Via Oriani, mentre il tratto prospiciente il mercato ora è Via Terza Armata. In questa immagine dei primi anni del Novecento possiamo osservare l'interno del Macello. L'imponente costruzione, progettata dall'ing. Bomben, fu distrutta dal bombardamento del 14 maggio 1944.
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SETTEMBRE 2018
Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana

INTERNO DEL MACELLO COMUNALE
I bastioni sul tratto orientale delle Mura, oggi occupati da due scuole, quello a nord vicino allo Stadio Comunale dalla Stefanini, quello a sud presso il Ponte della Gobba dalla Prati, furono destinati rispettivamente al commercio e alla macellazione del bestiame. Vennero così costruiti il Mercato Buoi e il Macello Comunale. La Via Mercato Buoi collegava i due siti; nel suo tratto centrale fu poi denominata Via Oriani, mentre il tratto prospiciente il mercato ora è Via Terza Armata. In questa immagine dei primi anni del Novecento possiamo osservare linterno del Macello. Limponente costruzione, progettata dalling. Bomben, fu distrutta dal bombardamento del 14 maggio 1944.

AGOSTO 2018
Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana
NUOVO MERCATO DELLA FRUTTA E VERDURA
In Viale Cairoli, tra il varco Filippini e il varco Fra' Giocondo (detto comunemente porta), a ridosso delle Mura, fu edificato negli anni trenta del Novecento un complesso di costruzioni per accogliervi il mercato. Al centro del mercato venne costruito un fabbricato per i servizi generali, mentre ai lati si estendevano le tettoie per l'esposizione delle merci. Dopo la seconda guerra mondiale gli edifici dei Mercati Generali vennero demoliti per far posto ad un pattinodromo. Ora il luogo è un'area di parcheggio.

L'ATTIVITA' DELLA SOCIETA' ICONOGRAFICA TRIVIGIANA RIPRENDERA' NEL MESE DI OTTOBRE
Martedì 16 ottobre 2018 –ore 17,00
I “soneti” di Giulio Gottardi
a cura di Francesco Turchetto
Poesie lette da Daniela Barzan
Treviso- Palazzo Rinaldi-Sala Verde

Martedì 23 ottobre - ore 20,45
"Le Madonne affrescate sotto Calmaggiore
a cura di Benedetta Lopez Bani
Treviso-Auditorium Stefanini
BUONE VACANZE
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AGOSTO  2018
Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana
NUOVO MERCATO DELLA FRUTTA E VERDURA
In Viale Cairoli, tra il varco Filippini e il varco Fra Giocondo (detto comunemente porta), a ridosso delle Mura, fu edificato negli anni trenta del Novecento un complesso di costruzioni per accogliervi il mercato. Al centro del mercato venne costruito un fabbricato per i servizi generali, mentre ai lati si estendevano le tettoie per lesposizione delle merci. Dopo la seconda guerra mondiale gli edifici dei Mercati Generali vennero demoliti per far posto ad un pattinodromo. Ora il luogo è unarea di parcheggio.

LATTIVITA DELLA SOCIETA ICONOGRAFICA TRIVIGIANA RIPRENDERA NEL MESE DI OTTOBRE
Martedì 16 ottobre 2018 –ore 17,00 
I “soneti” di Giulio Gottardi 
a cura di Francesco Turchetto 
Poesie lette da Daniela Barzan 
Treviso- Palazzo Rinaldi-Sala Verde

Martedì 23 ottobre - ore 20,45
Le Madonne affrescate sotto Calmaggiore
a cura di Benedetta Lopez Bani
Treviso-Auditorium Stefanini
BUONE VACANZE

4 mesi fà

Società Iconografica Trivigiana

LUGLIO 2018

Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana
Borgo Mazzini fu, con Borgo Cavour, uno dei primi insediamenti dei mercanti. La rinascita del commercio fu opera di audaci avventurieri che trasportavano le merci dai luoghi di produzione a quelli dove potevano essere acquistate. Erano persone cercate ma al tempo stesso temute,accolte ma non ospitate.
Le città riservarono a quei mercanti un luogo per risiedere vicino alla città ma non all'interno di essa, in zone prospicienti le vie d'accesso alla città, subito a ridosso delle mura medievali. Qui sorsero quegli agglomerati edilizi con questa precisa funzione e presero il nome di borghi. Successivamente le città fiorirono e si dettero regole e tranquilla convivenza, mentre i borghi continuarono a conservare il loro nome e la loro individualità urbanistica.
Nel 1500, con l'espansione degli abitati cittadini, i borghi furono inglobati dentro le nuove mura.
Fu così per il Borgo di Santi Quaranta, per quello dell'Altinia e anche per il Borgo di San Tomaso. Soltanto in quest'ultimo, poi denominato Borgo Mazzini, e nelle vie attigue andarono progressivamente a concentrarsi le bancarelle dei venditori ambulanti che un tempo erano sparse per tutta la città.

L'ATTIVITA' DELLA SOCIETA' ICONOGRAFICA TRIVIGIANA RIPRENDERA' NEL MESE DI OTTOBRE

Martedì 16 ottobre 2018 –ore 17,00
I “soneti” di Giulio Gottardi
a cura di Francesco Turchetto
Poesie lette da Daniela Barzan
Treviso- Palazzo Rinaldi-Sala Verde

Martedì 23 ottobre - ore 20,45
"Le Madonne affrescate sotto Calmaggiore
a cura di Benedetta Lopez Bani
Treviso-Auditorium Stefanini

BUONE VACANZE
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LUGLIO 2018

Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana
Borgo Mazzini fu, con Borgo Cavour, uno dei primi insediamenti dei mercanti. La rinascita del commercio fu opera di audaci avventurieri che trasportavano le merci dai luoghi di produzione a quelli dove potevano essere acquistate. Erano persone cercate ma al tempo stesso temute,accolte ma non ospitate.
Le città riservarono a quei mercanti un luogo per risiedere vicino alla città ma non all'interno di essa, in zone prospicienti le vie d'accesso alla città, subito a ridosso delle mura medievali. Qui sorsero quegli agglomerati edilizi con questa precisa funzione e presero il nome di borghi. Successivamente le città fiorirono e si dettero regole e tranquilla convivenza, mentre i borghi continuarono a conservare il loro nome e la loro individualità urbanistica.
Nel 1500, con l'espansione degli abitati cittadini, i borghi furono inglobati dentro le nuove mura.
Fu così per il Borgo di Santi Quaranta, per quello dell'Altinia e anche per il Borgo di San Tomaso. Soltanto in quest'ultimo, poi denominato Borgo Mazzini, e nelle vie attigue andarono progressivamente a concentrarsi le bancarelle dei venditori ambulanti che un tempo erano sparse per tutta la città.

L'ATTIVITA' DELLA SOCIETA' ICONOGRAFICA TRIVIGIANA RIPRENDERA' NEL MESE DI OTTOBRE

Martedì 16 ottobre 2018 –ore 17,00
I “soneti” di Giulio Gottardi
a cura di Francesco Turchetto
Poesie lette da Daniela Barzan
Treviso- Palazzo Rinaldi-Sala Verde

Martedì 23 ottobre - ore 20,45
"Le Madonne affrescate sotto Calmaggiore
a cura di Benedetta Lopez Bani
Treviso-Auditorium Stefanini

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LUGLIO 2018

Dal Calendario 2018 della Società Iconografica Trivigiana
Borgo Mazzini fu, con Borgo Cavour, uno dei primi insediamenti dei mercanti. La rinascita del commercio fu opera di audaci avventurieri che trasportavano le merci dai luoghi di produzione a quelli dove potevano essere acquistate. Erano persone cercate ma al tempo stesso temute,accolte ma non ospitate. 
Le città riservarono a quei mercanti un luogo per risiedere vicino alla città ma non allinterno di essa, in zone prospicienti le vie daccesso alla città, subito a ridosso delle mura medievali. Qui sorsero quegli agglomerati edilizi con questa precisa funzione e presero il nome di borghi. Successivamente le città fiorirono e si dettero regole e tranquilla convivenza, mentre i borghi continuarono a conservare il loro nome e la loro individualità urbanistica. 
Nel 1500, con lespansione degli abitati cittadini, i borghi furono inglobati dentro le nuove mura.
 Fu così per il Borgo di Santi Quaranta, per quello dellAltinia e anche per il Borgo di San Tomaso. Soltanto in questultimo, poi denominato Borgo Mazzini, e nelle vie attigue andarono progressivamente a concentrarsi le bancarelle dei venditori ambulanti che un tempo erano sparse per tutta la città.

LATTIVITA DELLA SOCIETA ICONOGRAFICA TRIVIGIANA RIPRENDERA NEL MESE  DI OTTOBRE

Martedì  16 ottobre  2018 –ore 17,00 
I “soneti” di Giulio Gottardi 
a  cura  di  Francesco Turchetto 
Poesie lette da Daniela Barzan 
Treviso- Palazzo Rinaldi-Sala Verde

Martedì 23 ottobre - ore 20,45
Le Madonne affrescate sotto Calmaggiore
a cura di Benedetta Lopez Bani
Treviso-Auditorium Stefanini

BUONE VACANZE

La Società Iconografica Trivigiana
INVITA
alla proiezione commentata

IL RAPPORTO TRA CENTRO E PERIFERIA
TREVISO da un insolito punto di vista

a cura di Mario Gemin

MERCOLEDI' 27 GIUGNO 2018 - ore 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

L’argomento della serata è piuttosto peculiare, infatti non si rapporta con i caratteri salienti della nostra città, dei quali si dibatte in varie sedi - come la presenza dell’acqua, le facciate decorate a fresco ecc. – ugualmente si può ritenere che sia una delle tematiche nodali inerenti il prossimo futuro di un capoluogo di provincia come il nostro. Il tema è il delicato rapporto centro-periferia. E’ un argomento fortemente strategico con importanti ricadute in ambito politico, architettonico ma ancor prima urbanistico e sociale.
Il presupposto di partenza è il fatto che Treviso, rispetto a tante altre città italiane, ha un vantaggio del quale troppo spesso non ci rendiamo neppure conto, infatti la nostra periferia non versa in gravi e irreversibili condizioni di degrado: persino nei casi più problematici non vi sono le condizioni per ipotizzare soluzioni radicali ricorrendo a demolizioni o vere e proprie sostituzioni di parti di città.
Treviso potrebbe quindi diventare un laboratorio di “ricucitura urbana”, di riqualificazione mediante correttivi, anche di portata minima, ma che messi insieme possono configurare un risultato inaspettato.
Questa considerazione è scaturita nel corso della scorsa edizione delle Giornate FAI di Primavera, quando è stato aperto al pubblico il Teatro delle Voci al Villaggio di San Liberale e una coppia di distinti turisti milanesi si è avvicinata per chiedere in quale quartiere ci trovavamo, poiché notavano una presenza cosmopolita e in generale si percepiva che gli abitanti del quartiere non appartenevano ad una classe agiata, tuttavia l’habitat aveva una sua propria qualità diffusa ed era tutt’altro che inospitale. Ho fatto presente che si trattava della più estesa concentrazione di edilizia popolare in città e loro mi hanno guardato increduli, poi con una rapida occhiata d’intesa hanno prontamente ribattuto “provi ad aggirarsi per il Gallaratese o il Lorenteggio a Milano e forse si renderà conto di com’è oggi dal vero un quartiere popolare”.
Verranno mostrate una serie di immagini di caratteri tipologici e morfologici del centro storico, del primo sviluppo urbano dentro le mura, dell’immediata periferia e degli insediamenti più esterni.
Infatti per comprendere meglio l’argomento va precisato che cos’è il centro storico, le sue caratteristiche fisiche sostanziali e i molteplici aspetti e significati della periferia, i due ambiti vanno compresi e distinti poiché sarebbe fuorviante trapiantare in periferia i caratteri del centro e viceversa.
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IL RAPPORTO TRA CENTRO E PERIFERIA
TREVISO da un insolito punto di vista

a cura di Mario Gemin

MERCOLEDI 27 GIUGNO 2018 - ore 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

L’argomento della serata è piuttosto peculiare, infatti non si rapporta con i caratteri salienti della nostra città, dei quali si dibatte in varie sedi - come la presenza dell’acqua, le facciate decorate a fresco ecc. – ugualmente si può ritenere che sia una delle tematiche nodali inerenti il prossimo futuro di un capoluogo di provincia come il nostro. Il tema è il delicato rapporto centro-periferia. E’ un argomento fortemente strategico con importanti ricadute in ambito politico, architettonico ma ancor prima urbanistico e sociale.
Il presupposto di partenza è il fatto che Treviso, rispetto a tante altre città italiane, ha un vantaggio del quale troppo spesso non ci rendiamo neppure conto, infatti la nostra periferia non versa in gravi e irreversibili condizioni di degrado: persino nei casi più problematici non vi sono le condizioni per ipotizzare soluzioni radicali ricorrendo a demolizioni o vere e proprie sostituzioni di parti di città. 
Treviso potrebbe quindi diventare un laboratorio di “ricucitura urbana”, di riqualificazione mediante correttivi, anche di portata minima, ma che messi insieme possono configurare un risultato inaspettato. 
Questa considerazione è scaturita nel corso della scorsa edizione delle Giornate FAI di Primavera, quando è stato aperto al pubblico il Teatro delle Voci al Villaggio di San Liberale e una coppia di distinti turisti milanesi si è avvicinata per chiedere in quale quartiere ci trovavamo, poiché notavano una presenza cosmopolita e in generale si percepiva che gli abitanti del quartiere non appartenevano ad una classe agiata, tuttavia l’habitat aveva una sua propria qualità diffusa ed era tutt’altro che inospitale. Ho fatto presente che si trattava della più estesa concentrazione di edilizia popolare in città e loro mi hanno guardato increduli, poi con una rapida occhiata d’intesa hanno prontamente ribattuto “provi ad aggirarsi per il Gallaratese o il Lorenteggio a Milano e forse si renderà conto di com’è oggi dal vero un quartiere popolare”. 
Verranno mostrate una serie di immagini di caratteri tipologici e morfologici del centro storico, del primo sviluppo urbano dentro le mura, dell’immediata periferia e degli insediamenti più esterni. 
Infatti per comprendere meglio l’argomento va precisato che cos’è il centro storico, le sue caratteristiche fisiche sostanziali e i molteplici aspetti e significati della periferia, i due ambiti vanno compresi e distinti poiché sarebbe fuorviante trapiantare in periferia i caratteri del centro e viceversa.

 

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Molto interessante peccato non essere potuta venire

La Società Iconografica Trivigiana
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alla proiezione commentata

Treviso, città d'acque tra ponti e cagnani

a cura di Francesco Turchetto

GIOVEDI' 14 GIUGNO 2018 - ore 17,00

TREVISO - Palazzo Rinaldi . Sala Verde
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Treviso, città dacque tra ponti e cagnani

a cura di Francesco Turchetto

GIOVEDI 14 GIUGNO 2018 - ore 17,00

TREVISO - Palazzo Rinaldi . Sala Verde

 

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Giovedì 14 Giugno 2018-ore 17,00-Treviso-Sala Verde-Palazzo Rinaldi.

Dalle parti di via Roggia, v.lo Trevisi ?

In Piazza Rinaldi dove c'è anche l'ufficio anagrafe, all'inizio dei Buranelli o di fronte all'antico negozio della Campana.

Si può già parcheggiare in piazza?

Buonasera, ho partecipato oggi pomeriggio all'intervento preparato dal signor Turchetto Francesco a Palazzo Rinaldi e l'ho trovato interessante, esaustivo e coinvolgente. Ho inviato una mail per richiesta di alcune info. Grazie

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ANTONIO NANI (1803 - 1870)
Importante incisore veneto
e le sue vedute di Treviso

a cura di Claudio Spagnol

GIOVEDI' 31 MAGGIO 2018 - ore 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

Antonio Nani (1803-1870) fu un artista di grande talento, versatile, dall'inventiva freschissima che si trovò a operare nel Veneto in un'epoca di grandi rivolgimenti sociali e politici. Nato ad Alano di Piave, da modesta famiglia, la sua vocazione artistica venne ben presto riconosciuta da Antonio Canova che si adoperò affinché potesse seguire i corsi presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Conclusi gli studi con ottimi esiti, aprì bottega a Venezia. Del suo ingegno si avvalsero i maggiori artisti del tempo e celebri studiosi. Tra le sue opere più note di questo periodo i ritratti dei dogi e le vedute di Venezia. Nel 1839 si trasferì con la famiglia a Treviso dove lavorò fino al 1848. Qui, tra le varie incisioni, realizzò oltre trenta vedute della città di Treviso e la pianta della città di grandi dimensioni. Queste incisioni, ristampate negli anni Settanta del secolo scorso e le cui matrici si conservano ancora, mostrano una città ricca di monumenti e dalla complessa struttura urbana che, poi, le devastazioni causate dai conflitti bellici avrebbero sconvolto. Morì nella sua città natale il 5 aprile 1870.
L'immagine scelta è tratta da un'opera data alle stampate da Antonio Nani nel 1846, visse e lavorò a Treviso dal 1839 al 1848, si tratta delle "XXXIII Vedute principali della R. città di Treviso", vedute che hanno mostrato l'aspetto della città prima dell'avvento della fotografia.
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ANTONIO NANI (1803 - 1870)
Importante incisore veneto
e le sue vedute di Treviso

a cura di Claudio Spagnol

GIOVEDI 31 MAGGIO 2018 - ore 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

Antonio Nani (1803-1870) fu un artista di grande talento, versatile, dallinventiva freschissima che si trovò a operare nel Veneto in unepoca di grandi rivolgimenti sociali e politici. Nato ad Alano di Piave, da modesta famiglia, la sua vocazione artistica venne ben presto riconosciuta da Antonio Canova che si adoperò affinché potesse seguire i corsi presso lAccademia di Belle Arti di Venezia. Conclusi gli studi con ottimi esiti, aprì bottega a Venezia. Del suo ingegno si avvalsero i maggiori artisti del tempo e celebri studiosi. Tra le sue opere più note di questo periodo i ritratti dei dogi e le vedute di Venezia. Nel 1839 si trasferì con la famiglia a Treviso dove lavorò fino al 1848. Qui, tra le varie incisioni, realizzò oltre trenta vedute della città di Treviso e la pianta della città di grandi dimensioni. Queste incisioni, ristampate negli anni Settanta del secolo scorso e le cui matrici si conservano ancora, mostrano una città ricca di monumenti e dalla complessa struttura urbana che, poi, le devastazioni causate dai conflitti bellici avrebbero sconvolto. Morì nella sua città natale il 5 aprile 1870.
Limmagine scelta è tratta da unopera data alle stampate da Antonio Nani nel 1846, visse e lavorò a Treviso dal 1839 al 1848, si tratta delle XXXIII Vedute principali della R. città di Treviso, vedute che hanno mostrato laspetto della città prima dellavvento della fotografia.

La SOCIETA' ICONOGRAFICA TRIVIGIANA
con il Patrocinio della Città di Treviso

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LA STORGA
Un luogo da salvare

A cura di Emanuele Daldan
Gruppo di lavoro Storga

Martedì 17 Aprile 2018- ORE 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

Affluente di sinistra del Sile, la Storga nasce a nord – est di Treviso, ai confini con i comuni di Villorba e Carbonera, grazie ad un sistema di risorgive e corsi d’acqua minori.
Il corso del fiume che si snoda ancora per lunghi tratti in campagna rappresenta, alle porte della città di Treviso, sia un’area di notevole pregio naturalistico ambientale che storico per la presenza di ville ed opifici.
La sequenza di fotografie scattate durante una discesa in canoa, dalla sorgente alla foce, ci permetteranno di scoprire la Storga da una prospettiva privilegiata.
Le mappe e le immagine storiche confermeranno il valore di questo "luogo da salvaguardare".
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con il Patrocinio della Città di Treviso 

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LA STORGA
Un luogo da salvare

A cura di Emanuele Daldan
Gruppo di lavoro Storga

Martedì 17 Aprile 2018- ORE 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

Affluente di sinistra del Sile, la Storga nasce a nord – est di Treviso, ai confini con i comuni di Villorba e Carbonera, grazie ad un sistema di risorgive e corsi d’acqua minori. 
Il corso del fiume che si snoda ancora per lunghi tratti in campagna rappresenta, alle porte della città di Treviso, sia un’area di notevole pregio naturalistico ambientale che storico per la presenza di ville ed opifici. 
La sequenza di fotografie scattate durante una discesa in canoa, dalla sorgente alla foce, ci permetteranno di scoprire la Storga da una prospettiva privilegiata. 
Le mappe e le immagine storiche confermeranno il valore di questo luogo da salvaguardare.

8 mesi fà

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TREVISO nel Risorgimento

A cura di Antonio Bruno

Venerdì 30 Marzo 2018- ORE 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini
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8 mesi fà

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TREVISO nel Risorgimento

A cura di Antonio Bruno

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TREVISO nel Risorgimento

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Venerdì 30  Marzo 2018- ORE 20,45

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Vorrei partecipare

9 mesi fà

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TREVISO al MERCATO
luoghi e prodotti
tra '800 e '900

A cura di Francesco Turchetto

Mercoledì 21 Febbraio 2018- ORE 20,45

TREVISO - Auditorium Stefanini

La memoria visiva di quello che fu il mercato a Treviso sino agli anni sessanta circa del Novecento, restituita da fotografie, cartoline illustrate e qualche dipinto, è la protagonista di questa serata. Il mercato era, ma in parte è ancor oggi, un osservatorio privilegiato per scoprire l’immagine della Città. Le piazze e le vie circostanti erano i contenitori di questi punti di incontro, giornalieri o settimanali, tra venditori e compratori. Ogni anno poi la Fiera di Porto, dedicata in origine a San Michele Arcangelo, poi a San Luca, vedeva l’afflusso di mercanti e acquirenti, associando al mercato il divertimento che oggi prevale. Un susseguirsi di oltre duecento immagini commentate potranno soddisfare la curiosità di conoscere i vari aspetti del mercato della Città.
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9 mesi fà

Società Iconografica Trivigiana

La SOCIETA' ICONOGRAFICA TRIVIGIANA
con il Patrocinio della Città di Treviso

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TREVISO al MERCATO
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tra '800 e '900

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La memoria visiva di quello che fu il mercato a Treviso sino agli anni sessanta circa del Novecento, restituita da fotografie, cartoline illustrate e qualche dipinto, è la protagonista di questa serata. Il mercato era, ma in parte è ancor oggi, un osservatorio privilegiato per scoprire l’immagine della Città. Le piazze e le vie circostanti erano i contenitori di questi punti di incontro, giornalieri o settimanali, tra venditori e compratori. Ogni anno poi la Fiera di Porto, dedicata in origine a San Michele Arcangelo, poi a San Luca, vedeva l’afflusso di mercanti e acquirenti, associando al mercato il divertimento che oggi prevale. Un susseguirsi di oltre duecento immagini commentate potranno soddisfare la curiosità di conoscere i vari aspetti del mercato della Città.
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La memoria visiva di quello che fu il mercato a Treviso sino agli anni sessanta circa del Novecento, restituita da fotografie, cartoline illustrate e qualche dipinto, è la protagonista di questa serata. Il mercato era, ma in parte è ancor oggi, un osservatorio privilegiato per scoprire l’immagine della Città. Le piazze e le vie circostanti erano i contenitori di questi punti di incontro, giornalieri o settimanali, tra venditori e compratori. Ogni anno poi la Fiera di Porto, dedicata in origine a San Michele Arcangelo, poi a San Luca, vedeva l’afflusso di mercanti e acquirenti, associando al mercato il divertimento che oggi prevale. Un susseguirsi di oltre duecento immagini commentate potranno soddisfare la curiosità di conoscere i vari aspetti del mercato della Città.

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LE ULTIME SCOPERTE
immagini e ricerche inedite
2016 - 2017

A cura di Roberto Stocco, Simone Piaser, Massimiliano Zago

ASSOCIAZIONE TREVISO SOTTERRANEA

Martedì 5 Dicembre 2017 - ORE 20,45

Treviso - Auditorium Stefanini -Borgo Cavalli

Quello che presentiamo nella serata dedicata alla nostra Associazione, sono immagini in anteprima assoluta per la città, frutto di un biennio di ricerche e studi. Un’altra città, un altro luogo, luoghi dell’immaginario fino a pochi anni fa. Si è sempre fantasticato sull’ipotesi di una rete di cunicoli ed ipogei sotto Treviso. Sembrava impossibile, vista la presenza di falde a poco più di un metro dalla superficie ed invece, ecco svelarsi giorno dopo giorno, un dedalo di gallerie che da sempre hanno alimentato aneddoti e leggende.
I nostri studi si basano soprattutto su ricerche d’archivio (Archivio di stato, archivio comunale, biblioteca civica, del seminario e capitolare) ed è cosa non comune trovare le stesse persone, ora vestite di tutto punto, ora immersi nel fango fino al collo. Passione si, solo passione.
Il nostro scopo è si di ricerca, ma non una ricerca fine a se stessa , ma con l’intento di recuperare, valorizzare il sistema bastionato nel suo complesso (ambienti sotterranei, bastioni, mura, fossati e controscarpa), rendendo fruibili al pubblico questi ambienti poco ospitali e inaccessibili fino a pochi anni fa.
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A cura  di  Roberto Stocco, Simone Piaser, Massimiliano Zago  
                                                                                                                                        
ASSOCIAZIONE  TREVISO  SOTTERRANEA 
                                                                     
Martedì 5 Dicembre 2017 - ORE 20,45 

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Quello che presentiamo nella serata dedicata alla nostra Associazione, sono immagini in anteprima assoluta  per la città, frutto di un biennio di ricerche e studi. Un’altra città, un altro luogo,  luoghi dell’immaginario fino a pochi anni fa. Si è sempre fantasticato sull’ipotesi di una rete di cunicoli ed ipogei sotto Treviso. Sembrava impossibile,  vista la presenza di falde a poco più di un metro dalla superficie  ed invece, ecco svelarsi giorno dopo giorno, un dedalo di gallerie che da sempre hanno alimentato  aneddoti e leggende.
I nostri studi si basano soprattutto  su ricerche d’archivio (Archivio di stato, archivio comunale, biblioteca civica, del seminario  e capitolare) ed è cosa non comune trovare le stesse persone,  ora vestite di tutto punto, ora immersi nel fango fino al collo. Passione si, solo passione.
Il nostro scopo è si di ricerca, ma non una ricerca fine a se stessa , ma con l’intento di recuperare, valorizzare il sistema bastionato nel suo complesso (ambienti sotterranei, bastioni, mura, fossati e controscarpa),  rendendo  fruibili al pubblico questi ambienti poco ospitali e inaccessibili fino a pochi anni fa.

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TREVISO IN POESIA

Immagini di Franco Vivian Poesie dialettali di Emilio Gallina

Martedì 14 Novembre 2017 - ORE 20,45

Treviso - Auditorium Stefanini -Borgo Cavalli
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Immagini  di  Franco  Vivian                                                                                                                                          Poesie dialettali di  Emilio Gallina 
                                                                     
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